Gary Lucas – The Niro

MUSICHE METROPOLITANE - Concerti di Musica Bella e Notturna

Gary Lucas – The Niro

Per la prima volta tutte le canzoni scritte da Jeff Buckley e Gary Lucas, inclusi cinque titoli finora non presenti in nessun album, sono riunite nel nuovo progetto di The Niro, con l’eccezionale collaborazione di Gary Lucas. L’album appena terminato da The Niro propone un inedito e sorprendente Jeff Buckley, co-autore con Gary Lucas di un intero progetto discografico mai uscito. All’ascolto è giusto chiedersi perché questi brani siano ancora poco conosciuti; cinque di questi addirittura mai registrati in studio nonostante il grande interesse che l’iconico cantante ha sempre succitato.

Nel 1991 Gary Lucas e Jeff Buckley si incontrano durante un concerto tributo a Tim Buckley.

Nasce subito una grande voglia di collaborare. Gary ha 38 anni e dopo 5 anni trascorsi con Captain Beefheart è in pieno possesso della sua arte chitarristica. Jeff ha 24 anni e non ha invece ancora piena consapevolezza del suo incredibile talento. Durante i 10 mesi della loro collaborazione, scriveranno 12 titoli per il gruppo di Gary, i Gods and Monsters. La ricetta è semplice: Gary disegna dei fiammanti riffs di chitarra e Jeff intreccia melodie e testi di sconcertante efficienza. Hanno deciso di lavorare sodo per dare vita ad un possibile contratto discografico. Per comunicare sul “work in progress” organizzano un concerto a St. Ann Church (NYC). Un evento che segnerà sia la nascita ufficiale che la fine della loro collaborazione. Il giorno successivo Jeff annuncia a Gary che lascia il gruppo per creare un proprio progetto.
Pensiamo di conoscere meglio il resto della storia. Nel 1994 Jeff Buckley pubblica “Grace”, uno degli album più acclamati degli anni ’90 e anello di congiunzione indispensabile nella storia della musica rock. Sul disco ci sono due titoli, “Grace” e “Mojo pin”, che provengono direttamente dal progetto “Buckley / Lucas”. Gary ne aveva registrato le parti leggendarie di chitarra, anche se in molti hanno continuato a pensare che sia un totale lavoro di Jeff.
A parte le sessioni in studio di “Grace” e alcuni rari momenti condivisi sul palco, i due non collaboreranno mai più insieme. Avevano anche preso in considerazione questa possibilità ma la tragica morte di Jeff nel 1997 non permetterà infatti di rivisitare e pubblicare il resto del loro repertorio. Da un punto di vista storico speriamo che un giorno le registrazioni del concerto di St. Ann Church vengano pubblicate. All’ascolto, appare evidente che la qualità del materiale era enorme malgrado il fatto che in questa fase produttiva la loro musica era ancora lontana dall’esprimere tutte le sue potenzialità. La realizzazione di un album in studio avrebbe ovviamente permesso di far risplendere un repertorio ancora acerbo ma già così potente e autentico.
Per 25 anni Gary Lucas ha vissuto con la frustrazione di non aver realizzato totalmente la sua più incredibile collaborazione artistica. La pubblicazione nel 2002 di “Song to No One”, album che includeva le demo di “Grace” e “Mojo pin”, alcune cover e 5 brani inediti ha soltanto colmato parzialmente questa mancanza. È in questo contesto che nasce l’album:

The Niro featuring Gary Lucas “The complete Jeff Buckley & Gary Lucas songbook“

The Niro è il nome del progetto musicale dell’artista italiano Davide Combusti, protagonista della scena indie-rock dal 2002. Al suo attivo ha 4 album di cui 3 in inglese. Lo ritroviamo in apertura dei concerti di Sondre Lerche, Tom Hingley di Inspiral Carpets, Deep Purple, Lou Barlow, Badly Drawn Boy e Amy Winehouse. Nel 2007 è stato scelto da Chris Hufford, manager di Radiohead, per cantare nel progetto Anti Atlas, prodotto con Ned Bigham.
The Niro non è né un clone né un discepolo di Jeff Buckley. Quando Gary lo scopre durante un tour italiano e gli fa questa proposta incredibile, Davide ricorda che 2 anni fa ha rifiutato di partecipare ad un concerto tributo in onore di Jeff, organizzato dal Tour promoter italiano di Gary. Questa volta però si sente pronto a raccogliere la sfida. Arruola il produttore artistico Francesco Arpino e propone la produzione esecutiva del progetto a Pierre Ruiz e alla sua etichetta discografica, la Esordisco. Dopo poco più di un mese, Gary Lucas sbarca a Roma ed iniziano le registrazioni. Realizzare un album di questo tipo è una sfida ardua e giudicarlo è difficile se si prende come unico metro di misura quello delle somiglianze o delle differenze con la voce di Jeff. Per apprezzare l’impresa e la sua folle scommessa anacronistica, è necessario capire l’assoluta necessità della produzione di prendere una sana distanza dalle versioni originali. Se gli arrangiamenti sono sempre centrati sulla chitarra di Gary Lucas, ci sono a volte qualche libertà ritmica o di stesura dei brani, The Niro armonizza certe voce, Francesco Arpino pone qua e là alcune note alle tastiere e Phil Spalding (Mick Jagger, Roger Daltrey, Seal, Elton John …) tiene fermo il suo basso elettrico per inventare sapienti contrappunti agli arpeggi di Gary. Scoprirete un progetto denso e coraggioso, rispettoso ma creativo.
Troverete anche cinque titoli registrati in studio per la prima volta in assoluto. Questa è l’ultima sfida. Spetterà a voi giudicare se “No one must find you here“, “Story without words“, “In the cantina“, “Distorsion” e “Bluebird blues” hanno una ragione per esistere e resistere all’esplosione del progetto dei loro creatori.
A proposito dell ‘album, Gary Lucas ha dichiarato: “This is a dream come true for me to finally realize modern studio versions of the Buckley/Lucas songbook – especially with such a sensitive and talented singer as Davide Combusti and forward thinking producer like Francesco Arpino. It was a total joy working with them on this and they constantly surprised me with their fresh interpretation of these songs”